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Il mio lavoro consiste nel rispristinare la funzionalità delle parti del corpo colpite da disfunzioni motorie che ne inibiscono la normale attività.
Il mio lavoro consiste nel rispristinare la funzionalità nelle parti del corpo colpite da disfunzioni motorie, che ne inibiscono la normale attività.
Per ottenere questo risultato applico i metodi più attuali che la ricerca scientifica riconosce a livello internazionale, e che tengono conto delle esigenze del paziente, dall’anziano allo sportivo, attraverso programmi individualizzati e finalizzati ad assicurare il massimo recupero possibile delle funzioni lese: il fine programmato è di agevolare il reinserimento nella pratica delle attività quotidiane, e garantire un innalzamento dello standard della qualità della vita.
Detto in termini pratici, l’approccio fisioterapico che adotto consiste in tre punti essenziali.
1) Ricerca di soluzioni specifiche in soggetti con disturbi del movimento, attraverso:
- un’accurata valutazione e diagnosi funzionale del disturbo motorio;
- una pianificazione del trattamento altamente individualizzato, progettato sulla base dei risultati ottenuti in sede di valutazione;
- rivalutazione costante del cambiamento clinico, anche attraverso scale di misurazione;
- management del soggetto fuori della seduta di fisioterapia (gestione domiciliare, cambiamento di abitudini scorrette, insegnamento di esercizi di trattamento e prevenzione di possibili recidive, dialogo con i familiari ecc).
2) Trattamento e gestione del dolore persistente – anche in questo caso attraverso programmi personalizzati – avvalendomi di fisioterapia e attività fisica integrati, con lo scopo di ridurre l'uso di farmaci antidolorifici.
3) Promozione della salute educando il soggetto sano al movimento e all’attività fisica, intesi come elemento preventivo delle disfunzioni articolari e delle malattie neuro-muscolo-scheletriche.
Un’accurata anamnesi funzionale è la base sulla quale costruire un percorso di cura personalizzato, che tenga in considerazione i bisogni reali sia della persona, sia degli eventuali care giver che l’assistono. Questo, allo scopo di raggiungere gli obiettivi stabiliti.
Nello specifico, i trattamenti riabilitativi che propongo sono costituiti dalla terapia manuale e dalla rieducazione funzionale di tutti i distretti corporei coinvolti, più o meno direttamente, nella disfunzione del movimento: il sistema motorio è infatti costituito da componenti altamente interattive, per cui è necessario che la diagnosi funzionale e il trattamento fisioterapico ne tengano conto.
Per esempio, frequentemente succede che il movimento delle anche e persino delle braccia possa causare – e contribuire ad aggravare – la lombalgia; allo stesso modo il movimento degli arti superiori può contribuire alla cervicalgia, così come l’allineamento tronco-bacino influenza il ginocchio e il piede.
Inoltre, le disfunzioni di movimento sono influenzate da numerosi altri fattori, comprese le variazioni strutturali, la conformazione corporea e una particolare situazione emotiva che il soggetto sta vivendo.
La durata di una seduta e la frequenza del trattamento sono variabili, essendo stabiliti considerando sia il quadro individuale complessivo sia il coinvolgimento più possibile attivo del paziente, accuratamente istruito per la parte del progetto riabilitativo da eseguire a casa.
Il soggetto sarà quindi educato e ampiamente informato riguardo alla struttura e ai tessuti coinvolti nella lesione, alla sindrome da disfunzione di movimento primaria o secondaria che causa il problema, alla gestione del dolore, così come ai tempi approssimativi di recupero e di ritorno all’attività.
Il trattamento del mal di schiena (LBP) è uno dei miei campi d’interesse essendo questa una patologia molto comune. La maggior parte delle disfunzioni della colonna sono il risultato di movimenti ripetuti e posture mantenute che causano un allineamento alterato, una cattiva stabilizzazione muscolare e scorretti schemi di movimento del rachide.
Gli obiettivi sono in modo sequenziale la riduzione del dolore, il recupero della mobilità o della stabilità articolare, il miglioramento del controllo muscolare e l’insegnamento di gesti e di posture corrette.
Le diagnosi mediche più comunemente trattate sono:
Sulla base degli stessi concetti verranno tratti e valutati tutti i disturbi funzionali che riguardano il tratto cervicale e il tratto toracico della colonna:
Per quanto ci riguarda l’approccio a cui faccio riferimento per identificare e trattare i problemi inerenti al dolore di spalla si basa sulla premessa che un’alterazione della precisione del movimento determini microtraumi e, se non curata, possa portare a traumi maggiori e dolore.
L’obiettivo della valutazione è l’identificazione delle disfunzioni del movimento e dei loro fattori contribuenti al fine di formulare una diagnosi funzionale che mi guiderà nel successivo trattamento. Nella valutazione delle patologie di spalla non mancherà anche quella del tratto cervicale e toracico della colonna vertebrale non solo per effettuare un’eventuale diagnosi differenziale, ma per effettuare un trattamento completo di tutti fattori che possano contribuire al disturbo motorio di tale articolazione.
Le principali diagnosi trattate sono:
Le disfunzioni del gomito possono essere causate da un trauma acuto o possono essere il risultato di attività ripetitive o effettuate per un tempo prolungato. Affinchè un trattamento sia efficace è richiesta un’adeguata gestione sia della lesione acuta del tessuto, sia delle disfunzioni del movimento sottostanti.
Le patologie più comunemente trattate sono:
Le disfunzioni della mano possono essere molto frequenti come conseguenza di una lesione acuta o di attività ripetitive o prolungate, oltre che l’esito di interventi chirurgici.l distretto articolare polso-mano è di particolare interesse. Dopo la risoluzione dello stadio acuto delle lesioni traumatiche cerchiamo di eseguire un esame completo del sistema di movimento per stabilire una diagnosi relativa alla disfunzione del movimento principale. Anche per le problematiche causate da attività ripetitive o prolungate e quindi dovute a una lenta insorgenza non si utilizzano protocolli di trattamento standardizzati ma metodiche che valutino in modo particolareggiato il movimento.
Le patologie più comunemente trattate sono:
La maggior parte delle sindromi dolorose che colpiscono l’anca nascono da una disfunzione dei muscoli che si inseriscono sulla parte prossimale del femore e che controllano l’allineamento e il movimento del femore nell’acetabolo e possono essere confusi, o certe volte coincidere, con quelli delle sindromi della colonna lombare.
Il nostro scopo è quello di effettuare una diagnosi differenziale per individuare esattamente l’origine del dolore se la sindrome interessa l’anca o la colonna lombare o entrambe per risolvere completamente il problema.
Le diagnosi più comunemente trattate sono:
Le problematiche del dolore al ginocchio comunemente affrontate da noi comprendono: esiti di PTG, SFR, lesioni traumatiche (ad esempio per rottura del LCA) o patologie degenerative come l’osteoartosi.
Il trattamento per noi non è solo rivolto alla riduzione del dolore ma anche a ristabilire la funzione persa basandosi quindi non solo sull’origine strutturale dei sintomi ma lavorando inoltre sulla correzione di pattern di movimento anormali in maniera tale da alleviare i sintomi, migliorare la funzione e prevenire future lesioni.
Esempi di patologie trattate da noi sono:
L’impiego della classificazione secondo il sistema di movimento per l’esame e il trattamento delle problematiche del dolore neuro-muscolo-scheletrico relative a piede e caviglia si basa sulla premessa che una parte consistente dello stress che provoca il danno tissutale sia stretta conseguenza di un movimento impreciso (escursione eccessiva o insufficiente rispetto alle esigenze funzionali) ripetitivo o della durata di una postura.
Come fisioterapisti ci prefiggiamo lo scopo di esaminare la lunghezza e la performance muscolari, l’escursione articolare e la facilità con cui piede caviglia, ginocchio, anca e colonna si muovono. In questo modo potremo essere in grado di individuare gli elementi che contribuiscono a produrre stress nei diversi distretti anatomici distali o prossimali, non solo al livello del piede ma di tutto l’arto inferiore. Sarà inoltre fondamentale valutare le attività quotidiane e le abitudini del soggetto e tenere in considerazione l’impatto di altri fattori quali ad esempio il peso corporeo o l’età su eventuali patologie.
Le diagnosi più comunemente trattate sono:
Per prevenire o rallentare la comparsa dell’osteoporosi occorre correggere i fattori di rischio modificabili. Come fisioterapisti possiamo valutare e promuovere l’attività fisica come elemento preventivo e parzialmente curativo del processo patologico e intervenire sui fattori di rischio di caduta:
valutazione e trattamento delle disabilità motorie, disturbi dell’equilibrio, deficit visivi, eliminazione dei rischi ambientali. Il nostro trattamento si rivolge a tutte le persone e alle donne in modo particolare che hanno diagnosi di osteopenia e osteoporosi e comprenderà una visita medica (ortopedica, fisiatrica,geriatrica ecc) e assistenza fisioterapica.
Nello specifico l'attività fisioterapica si svolgerà con delle sedute settimanali di circa un’ora ciascuna,la durata del ciclo dipenderà dalle necessità del soggetto e verrà stabilita in stretta collaborazione con le diverse figure mediche eseguendo così il programma secondo un protocollo ben definito, con un carico di lavoro che risulterà incrementato e diversificato nel tempo.
Il protocollo di lavoro prevederà esercizi di carico dinamico sull’osso, rinforzo muscolare dei muscoli del tronco e degli arti, esercizi di equilibrio e coordinazione per la prevenzione delle cadute con il recupero di schemi motori complessi, esercizi per la mobilità e flessibilità articolare, esercizi di stretching, esercizi respiratori.
L’obiettivo di questa parte della fisioterapia è quello di valutare e trattare le problematiche legate all’equilibrio posturale (balance: steady state, reactive, proactive) che portano alla perdita dell’indipendenza funzionale e alla caduta negli adulti e negli anziani con disturbi motori di natura ortopedica o neurologica. Negli ultimi anni si è sviluppata molta ricerca relativa alle basi neurofisiologiche dell’equilibrio normale o compromesso da cui partire per strutturare la pratica riabilitativa del trattamento di questi disordini attraverso l’uso di test per la misurazione del balance e della mobilità funzionale.
La fisioterapia in questo ambito si orienta sui metodi per migliorare l’equilibrio posturale , prevenire o ridurre le cadute quando le persone anziane o con problemi neurologici si trovano in ambienti complessi o nel caso in cui debbanno risolvere più compiti contemporaneamente. La riabilitazione del balance è indirizzata inoltre al trattamento di adulti con problemi di equilibrio e di mobilità in seguito a disordini motori di qualsiasi natura attraverso programmi basati sull’evidenza (A. Shumway- Cook e M. Woollacott)
Per fare questo è necessaria una valutazione delle componenti motorie, sensitive e cognitive che sono alla base del balance per pianificare adeguate strategie di trattamento a seconda del sistema maggiormente interessato come causa principale del disturbo dell’equilibrio.
Per quanto ci riguarda un altro campo di applicazione della riabilitazione è quello rappresentato dai disturbi del movimento di natura neurologica sia centrale che periferica compreso disturbi del SN autonomo trattati secondo il concetto Bobath o Maitland.
Il trattamento e il recupero di adulti che hanno subito una lesione del SN in seguito a malattia o trauma è uno dei compiti più importanti e impegnativi nel campo della riabilitazione. Questo è dovuto non solo alla complessità delle funzioni perdute ma anche al grave handicap che spesso ne deriva.
Le diagnosi più comunemente trattate sono:
Il trattamento fisioterapico è rivolto a risolvere i disturbi articolari, muscolari, miofasciali indotti dal movimento ripetuto o da posture sostenute che hanno generato il dolore.
La fisioterapia è in grado di restituire alle strutture articolari le loro normali posizioni o comunque di recuperare posizioni libere da dolore e di correggere comportamenti motori disfunzionali che creano e mantengono attive le sindromi dolorose.
Il tempo della singola seduta è variabile, di solito non dura meno di un'ora. Il trattamento consiste in un processo di combinazione continua di valutazione e trattamento dei disturbi motori in linea con le attuali conoscenze scientifiche.
La valutazione e il trattamento della disfunzione motoria avvengono attraverso l'utilizzo di diverse tecniche di mobilizzazione articolare, di neurodinamica, miofasciali e di controllo motorio adattati al singolo paziente.
Non esiste un numero prestabilito di sedute per patologia, poiché le risposte del tessuto disfunzionale sono estremamente soggettive. La durata del progetto di cura si delinea nel tempo in base ai risultati ottenuti. In linea generale si tende a vedere i pazienti meno frequentemente, ma è importante il monitiraggio a lungo termine per ottenere un risultato stabile e duraturo.
E' fondamentale che il paziente partecipi attivamente al progetto riabilitativo attraverso una partecipazione costante alle sedute e seguendo le indicazioni fornite in sede di trattamento correggendo nelle attività quotidiane o nello sport gli schemi di movimento disfunzionali e le posture sostenute e scorrette.
Individuare le attività funzionali che causano dolore e correggerle rappresenta un obiettivo più importante rispetto alla stesura di un programma di esercizi terapeutici e all'esecuzione di tecniche in sede di trattamento.